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Chi sono? Una donna che ha vissuto un'esperienza di vita nella meravigliosa Norvegia ma che poi è tornata in Italia ed ora vive da pendolare tra l'Olanda e l'Italia.
Una "viaggiatrice" curiosa e piena d'entusiasmo, che finisce sempre in paesi freddi!
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Questo post lo sto scrivendo ancora un pò su di giri per tutto quello di spiacevole che mi è successo in questo ultimo mese e mezzo.
Mi riferisco al comportamento della mia banca inglese, di cui faccio anche il nome, HSBC.
Tra l'altro è uno dei 5 gruppi bancari più grandi al mondo (di origine Scozzese)
Con la mia collega Inglese abbiamo deciso di aprire un conto in banca in Inghilterra per facilitare le varie operazioni degli eventi che organizziamo là e che spero organizzeremo sempre più di frequente.
Si sà, aprire una propria ttività non è facile ed i primi anni sono duri.
Ovviamente possono esserlo ancora di più se la banca in questione deve darti un prestito dicendoti prima mela e poi pera.ad es. ti dice che puoi aprire il conto in euro senza difficoltà e gratuitamente ma poi ti manda una lettera d'avviso con la quale ti dice che ogni mese devi sborsare molte sterline per mantenerlo e ovviamente la lettera ti arriva a conto già aperto, dopo che il consulente ti aveva detto tutt'altra cosa. Ma sorvoliamo...tutto mondo è paese.
Non entro nei dettagli ma dico solo che i documenti (bancomat, carta di credito, business card bancaria, libretto assegni, ecc..) avrebbero dovuto arrivarci tutti in circa 2/3 settimane.
Per ovvie ragioni, come tutti sappiamo, i PIN e le Carte sono inviati separatamente per evitare spiacevoli inconvenienti.
Le banche inglesi ti garantiscono l'arrivo puntuale, pena la multa salata per la Banca stessa se ogni documento spedito ritarda più di 7 gg lavorativi.
Così il cliente si sente più sicuro....certo se la procedura venisse rispettata!
Il primo documento arriva puantualissimo e noi siamo entusiaste del servizio.
Successivamente passano 3 settimane senza ricevere gli altri documenti!
Inviamo un'email al "nostro responsabile" un tipo, apparentemente simpatico, che ci è stato affidato come consulente dalla filiale. Niente risposta.Rinviamo un'altra email e stavolta ci risponde a tutto tranne che alla domanda in questione!
Proviamo a telefonare, ma dalla filiale non possono rispodere direttamente, si deve passare per il call center centrale che smista le telefonate.
Problema grosso:la banca avrebbe dovuto inviarci come prima cosa una lettera con il codice cliente per accedere al servizio clienti e parlare direttamente con i consulenti.
Prova e riprova ma nessuno può dirci nulla perchè non abbiamo il codice e pertanto non risultiamo clienti acqusiti.
Nel frattempo io ricevo una lettera dalla banca che mi dice che devo recarmi allo sportello bancario della mia filiare entro 12 gg lavorativi. Il motivo non è spiegato ma mi si chiedono i seguenti documenti:
Il mio fegato lavora male e questo dà fastidio ai miei reni....
Non tollero il lievito di birra:ecco perchè ogni volta che mangio sto male!
A quanto pare oggi è il giorno dell'autocommiserazione...per fortuna stò stato mi dura sempre poco!
La settimana scorsa ho letto un libro molto carino di un autore nordico, precisamente Finlandese, che si chiama Arto Paasilinna. Lui è molto conosciuto in tutto il Nord Europa ed i suoi romanzi sono stati tradotti in moltissime lingue.
Il libro in questione si intitola:"Piccoli suicidi tra amici" edito da Iperborea una casa editrice specializzata in autori nordici. Per saperne di più www.iperborea.com
Arto Paasilina è lo scrittore di punta della casa editrice; il suo libro L'anno della lepre (che devo ancora leggere), ha venduto più di 100.000 copie.
Piccoli suicidi tra amici affronta, come si evince dal titolo, il tema del suicidio e la sua ampia diffusione in Finlandia. Il libro è pieno di ironia, umorismo ma anche di tenera rilfessione sul rapporto che si può instaurare tra un gruppo di persone, diverse tra loro, ma accomunate dalla stessa apparente perdita d'interesse nei confronti dalla vita. Apparente perdita poichè di giorno in giorno la voglia di continuare a vivere cresce e la speranza comincia a farsi strada. Il viaggio di queste persone, più o meno tristi, diventa una nuova scoperta di sè e così si capisce che ci sarà tempo per lasciare questa vita ma per il momento è bello riscoprire interessi sopiti e maturarne dei nuovi che possano ridare un pò di serenità.
Sono un pò disorientata perchè una mia una cara amica norsk mi scrive della crisi che sta attraversando con il suo fidanzato, padre del loro bambino di 3 anni, dicendomi che sta soffrendo di depressione e che lei è disperata perchè non sa come affrontare la situazione.
E' risaputo che le popolazione nordiche abbiano una certa tendenza ad ammalarsi mentalmente, però in questo caso non mi sembrava ci fossero segni così manifesti di depressione in corso.
Sono venuti in Italia per il matrimonio ed il loro atteggiamento era lo stesso, evidentemente sanno mascherare bene oppure io stavo temporaneamente vivendo altrove.
Ma anche mio marito non ha avuto alcun sospetto fino alla prima email rivelatrice.
Lei mi scrive dicendomi che lui ha problemi ad addormentarsi, vorrebbe uscire di più la sera da solo con gli amici, non si sente più affidabile come compagno e padre.....ammazza sono cose pesanti da mandar giù e lei poverina piange e si dispera.
Ora secondo me più che depressione c'è voglia di liberarsi dalle responsabilità quotidiane ma come faccio a dirlo a lei che è così innamorata? E poi siamo lontane e parliamo di questo solo via email o in chat.
Inoltre lui non si fa sentire con mio marito da circa due mesi e quindi c'è una sola campana che suona.
Sono una coppia così bella che immaginarli separati mi fa un effetto strano e triste.
E poi il bimbo, insomma c'è un figlio di mezzo!
Poi penso alla nostra esperienza ad Oslo.
In un anno abbiamo conosciuto quasi tutte mamme singles, donne mature singles, insomma tutte donne che lavorano e che fanno tutto, mandano avanti il paese e le loro famiglie mentre gli uomini conosciuti sono o sposati con straniere o nascosti non so dove....infatti dopo una certa età spariscono.
Il marito sostiene che vengano rinchiusi in istituti geriatrici in compagnia di qualche bottiglia di acquavite.....ovviamente scherza ma direi che c'è poco da scherzare!
Insomma cosa c'è che non va in questi uomini?
Scrivo questo sfogo per la mia amica, perchè restare sole con un figlio a carico, che tra l'altro deve ogni anno subire interventi chirurgici a causa di una malformazione, in una città lontana da quella dove vive la tua famiglia deve essere davvero dura!
Coraggio
Forse dovrei dire:siamo sicuri di essere nell'Unione Europea?
Noi italiani e l'talia siamo davvero all'interno della UE?
E davvero ne rispettiamo le direttive, le leggi, i dettami?
Non sono proprio sicura che sia così.
La nostra solita burocrazia "burocraticizzata" ci frega, come al solito, e frega anche gli altri cittadini della UE.
Purtroppo ne ho avuta un'ulteriore prova nelle ultime settimane.
Come oramai sapete la mia collega ed amica è Inglese ed ha scelto di vivere nel nostro paese insieme alla famiglia, marito e due figlie.
Ora in ogni altro paese della UE che si rispetti, compresi quelli del Sud Europa, che in quanto a parametri vari sono sempre in "ritardo" , ogni cittadino della suddetta UE può decidere di trasferirsi e di mettere radici senza bisogno di eccessivi controlli.
Basta registrarsi nel comune di residenza,dare il proprio indirizzo, mostrare i propri documenti in ordine ed in regola, senza ulteriori casini si può tranquillamente continuare la propria vita in suolo "straniero".
Si può aprire un conto corrente bancario nel paese ospitante, e far valere la propria tessera sanitaria Europea che tutti abbiamo...anche se a noi è arrivata con più di un anno di ritardo...ma questa è un'altra storia.
Semplice vero? Eh, no, no, no....non è semplice e liscio come l'olio siamo in Italia , ragazzi!
Così scopro che i miei amici Britannici appartenenti alla UE hanno bisogno del PERMESSO DI SOGGIORNO e che tale permesso è identico a quello richiesto per i cittadini non appartenenti all'Unione Europea!
Scusate sono ancora sconvolta da tale assurda notizia.
Il tutto è avvalorato da un libro che si chiama "How to get a new life" edito in England dove si dice espressamente che in Italia è necessario avere il permesso di soggiorno anche per i cittadini UE per poter vivere, lavorare, mandare i figli a scuola, ecc..e si sottolinena che scegliendo l'Italia si deve avere necessariamente questo permesso mentre in Francia, Spagna e resto dei paesi UE non è necessario.
Insomma tutti i paesi UE potrebbero richiedere il permesso di soggiorno ma non lo fanno perchè oramai sono nella UE mentre l'Italia si avvale della facoltà di chiederlo per mantenere, secondo una mia tesi, la leadership di paese principe della burocrazia e delle leggi di cui è violata l'applicazione.
Oltretutto i miei amici si devono presentare ogni anno in questura e ridire le stesse identiche cose della prima volta....
Ah, la prima volta...sostengo che la prima volta in ogni caso è sempre dolorosa.....ed è per questo che il marito della mia amica ha fatto la spola tra la questura ed il comune per ben 3 volte...tanto che alla fine è stato un poliziotto cortese e premuroso (o forse distrutto anche lui dalle lungaggini del comune) che si è offerto di accompagnare personalmente lo sventurato in comune ponendolo sotto la sua ala protettiva....
Ne verremo mai fuori?